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“Medicina per l’anima”. (Iscrizione sopra la porta della Biblioteca di Tebe)

Prendetevi un po’ di tempo.

Prendetevi un po’ di tempo.

Prendetevi un po’ di tempo. Se tele come “Notte stellata” o “Campo di grano con volo di corvi” vi hanno estraniato, guardatevi “Van Gogh – Sulla soglia dell’eternità”. Sedetevi in sala o sul divano nel vostro salotto, e lasciatevi trascinare vorticosamente nello schermo: 110 minuti di montagne russe visive e prospettive ‘distrurbanti’ grazie alla regia di Schnabel e alla fotografia di Delhomme. Un film che non è narrazione e non è biografia, ma una rincorsa a inseguire la visione e il tormento di un Vincent Van Gogh a cui Willem Defoe dà volto e sguardi, al di là dell’impressionante somiglianza. Un film non facile e complesso da seguire, che a tratti ti lascia sgomento e anche un po’ infastidito..ma chi ha mai detto che l’Arte di Van Gogh fosse semplice, lineare e accomodante?..
E così, quando in sala si riaccendono le luci, in parte tiri un sospiro di sollievo. In parte, vorresti continuare a perderti nelle pennellate contemporaneamente energiche e fragili di Van Gogh perché senti..percepisci che lì, in quei colori, in quelle luci e forme, si nasconde davvero l’eternità…

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